Microricettività: una formula in grande crescita

Ottobre è stato un mese denso di eventi: il TTG/SUN/SIA a Rimini 3 fiere riunite in unico spazio tutto dedicato al turismo, alla vacanza e alla vita all’aria aperta con tanti incontri e workshop a tema.

E poi, ancora a Rimini, lo scorso weekend, a “Vivere di Turismo Connection” di Danilo Beltrante una maratona di 3 giorni interessantissimi, dove si è parlato di ospitalità, territori, nuove idee e nuovi spunti per far crescere un turismo attento, di qualità, sostenibile e che permetta al viaggiatore di vivere delle esperienze uniche e indimenticabili, riempiendo il tempo libero con contenuti emozionanti ed indimenticabili.

Da tutto questo insieme di idee emerge la necessità di un nuovo concetto di turismo, inteso come incontro di persone e di culture e come bene relazionale.

Oltre a grandiose idee e proposte per lo sviluppo dei territori della nostra bella Italia, questa formazione mi ha stimolato molto sia come host, sia come home stager.

In Italia ci sono circa 3.000.000 di immobili sfitti, un patrimonio da recuperare e valorizzare mettendo a reddito case e connettendo interi territori che potrebbero crescere attraverso l’offerta variegata dove sviluppare un turismo di relazione che permetta alle persone di apprendere, partecipare, recuperare il contatto con le tradizioni e l’italianità più vera, approfondire temi ecologisti, sportivi, culturali.

L’host diventa così un ambasciatore del suo territorio, delle sue sfumature e delle sue tradizioni che, grazie al coinvolgimento di tante realtà diverse, possono essere tramandate.

Come fare quindi per riconvertire il nostro immobile in un’ attività redditizia ed offrire un’esperienza indimenticabile?

C’è di tutto sul nostro territorio e molte case si prestano ad essere trasformate in alloggi per l’affitto breve, dal monolocale al rustico, dalla villa con piscina alla tenda “glamping”.

Oltre ad utilissimi consigli sull’accoglienza, prima, durante e dopo il soggiorno, e sulle tecnologie, ho raccolto suggestioni per aiutare chi sta pensando di riconvertire la seconda casa o la casa ereditata, ma anche i futuri property manager o chi già lo è e sta pensando ad una nuova immagine coordinata della sua offerta turistica.

Il passo iniziale perché questa attività sia redditizia è capire quale ospite vogliamo attrarre e quale esperienza possiamo fargli vivere ancora prima che arrivi; non stiamo solo mettendo a disposizione un alloggio.

E’ quindi importante caratterizzare gli ambienti tenendo conto dell’esperienza che si vuole offrire al nostro guest, in linea col territorio in cui si trova, così da farsi scegliere con foto interessanti e far sognare il viaggiatore dal momento in cui clicca sulle nostre immagini per prenotare. Noi italiani siamo ospitali per natura, ma dobbiamo imparare a comunicare bene le nostre peculiarità e capire cosa cercano i nostri ospiti quando vogliono prenotare un soggiorno presso di noi.

L’home staging è uno strumento di marketing efficacissimo, che si avvale dell’interior design come strumento per interpretare tanti gusti diversi.

Un mio intervento di home staging ti aiuta ad identificare il tuo elemento differenziante, quello che da valore alla tua struttura e fa scegliere (e non comprare) proprio te, facendoti uscire dal rumore di fondo degli annunci su internet. Quando l’offerta è indifferenziata, infatti, la scelta avviene in base al prezzo più basso.

Inoltre, le case allestite da un home stager professionista possono ambire a prezzi più alti e godono di periodi di occupazioni più lunghi, dovuti ad una maggiore attrattività e soddisfazione del cliente. 

Difficilmente un ospite vedrà di persona la tua struttura prima del suo arrivo; le fotografie professionali che realizzo dopo ogni allestimento sono il tuo biglietto da visita sul web: mostrare belle immagini è fondamentale per avere un’attività di successo.

Se vuoi consigli su come strutturare o ristrutturare la tua offerta extra alberghiera, contattami qui.

Leave a comment