Il mercato immobiliare abitativo visto da Nomisma

Stamattina ho avuto l’opportunità di seguire in diretta streaming una interessante presentazione di Nomisma sul settore immobiliare.  Di tante informazioni presentate, in questo breve articolo mi sono concentrata sul mercato delle abitazioni, perché più vicino al mio lavoro.

I dati emersi fotografano diversi aspetti che, messi tutti insieme, indicano quelli che saranno i trend per i prossimi mesi nel mercato immobiliare abitativo, vale a dire un calo generalizzato e trasversale, con l’eccezione, forse, dei segmenti più alti.

Nomisma registra per prima cosa una variazione nella tipologia di case richieste: all’aumento di interesse per le case nuove e a minor impatto ambientale, si affianca prepotentemente la richiesta, da parte degli acquirenti, di abitazioni più vivibili e più grandi, caratterizzate dalla presenza  di un giardino, meglio se privato, o almeno di una terrazza/balcone e di  stanze ben insonorizzate, dove poter eventualmente lavorare, sintomo che l’incertezza del dopo Covid ancora non è passata e che da parte di molti c’è la consapevolezza che il telelavoro potrebbe rappresentare la nuova normalità lavorativa.

Nuovi modelli abitativi e nuove esigenze, che si scontrano con alcune situazioni concomitanti che di fatto bloccano il mercato.

La prima causa del blocco riguarda una grande rigidità da parte dei venditori ad adeguare i prezzi all’attuale situazione Paese. In questo momento economico tenere alto il prezzo significa lasciare l’immobile fermo sul mercato per lungo tempo e affrontare una serie di ribassi successivi.

Il secondo elemento riguarda chi vorrebbe investire, ne ha la possibilità ma non lo fa per due motivi: il clima di incertezza fa sì che l’italiano medio aumenti la sua propensione al risparmio. Il secondo è la conseguente chiusura nei confronti di un investimento che pensa di poter procrastinare, perchè si prevede un calo generalizzato dei prezzi. Preferisce quindi attendere momenti per lui più favorevoli data la stagnazione del mercato, l’eccesso di offerta e l’ulteriore calo dei prezzi che ne conseguirà.

Il terzo elemento è la difficoltà di accesso al credito: le banche sono molto prudenti a concedere nuovi mutui, soprattutto a categorie a basso merito creditizio come i giovani e coloro che hanno un lavoro a tempo determinato ed i piccoli liberi professionisti, che, pur in presenza di tassi di interesse ai minimi storici, restano per la maggior parte delle volte esclusi dal credito.

In questo particolare scenario le contrattazioni si concentrano sulla fascia bassa del mercato, sul cambio casa, e si registra un aumento delle richieste di immobili in affitto.

Nomisma ha anche verificato il clima di fiducia degli operatori del settore, cioè le agenzie immobiliari: il 41% degli intervistati ritiene che la situazione comincerà a migliorare entro l’inverno, mentre il 40% ritiene che la ripresa si vedrà solo nel 2021 o addirittura nel 2022 (9,5%).

In questo particolare momento di mercato il fattore tempo gioca contro i proprietari che sugli immobili pagano tasse, spese ed utenze e hanno soldi bloccati da un bene che non è più funzionale alle loro attuali necessità.

Per quanto riguarda la mia esperienza, e parlo ovviamente dal mio piccolissimo raggio di azione e dalla mia personale osservazione del mercato, più un immobile rimane sul mercato più il suo valore scenderà.

Allora perché non mettere in atto fin da subito delle misure per fare innamorare il compratore, vendere velocemente, a prezzo di mercato, mettendo in evidenza le caratteristiche migliori di un immobile?

Con l’home staging puoi fare emergere il tuo immobile anche in un mercato così competitivo.

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